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venerdì 18 luglio 2025

GARESSIO

Garessio è un comune della Val Tanaro, forse più conosciuto come semplice luogo di passaggio verso la Liguria che non per quanto di bello ha da offrire. Io invece vi porterò in alcuni luoghi interessanti di questo comune, in cui convivono arte, storia, industria e molto altro.

Il cuore del borgo medievale

Prima di tutto c'è da dire che il paese è suddiviso in molte borgate, anche piuttosto distanti tra loro. Le principali, quelle di cui vi parlerò in questo post, sono: Borgo Ponte, Borgo Poggiolo e Borgo Medievale. Del comune fa parte anche la reggia sabauda di Casotto, di cui vi avevo già parlato qui (anche se l'articolo ormai mi sa che è un po' datato).

Arrivando in zona ci si ferma a Borgo Ponte (parcheggio comodo e grande presso la stazione dei carabinieri). Costeggiando il fiume Tanaro si arriva subito al grandioso Ponte Odasso, inaugurato il 5 luglio di quest'anno, dopo che un'alluvione aveva distrutto il precedente. Il ponte attuale, soltanto pedonale, è lungo 50 metri a campata unica ed è stato progettato da Giorgetto Giugiaro, personaggio di cui vi parlerò più avanti.

Dopo il ponte ci si inoltra in una caratteristica stradina (in un paio di locali trovate anche un bookcrossing) che termina nella piazzetta in cui vi sono la chiesa di S. Caterina (progettata da Francesco Gallo di Mondovì), il portale gotico e parte di un affresco della chiesa di S. Giovanni, conosciuta già all'epoca di Carlo Magno. Da questo potete immaginare quanto siano antiche le origini di Garessio.

Portale dell'ex chiesa di San Giovanni

Tornando alla macchina si sale verso Borgo Poggiolo, in cui si può fare una breve tappa per visitare la chiesa di Sant'Antonio, che presenta affreschi di Giovanni Borgna da Martiniana Po. In una piazzetta si trova anche una casetta di bookcrossing molto spaziosa ma, purtroppo, molto mal tenuta.

Chiesa S. Antonio
Affreschi di Netu Borgna










Il successivo borgo da visitare è quello più importante, cioè il Borgo Medievale, inserito tra i borghi più belli d'Italia. Parcheggiate comodamente di fianco alla parrocchiale di Maria Vergine Assunta (fuori le mura) oppure nei piccoli parcheggi all'ingresso del borgo, vicino alla torre di Porta Rosa (che nel Medioevo costituiva l'ingresso principale).

Una delle antiche porte di accesso al borgo medievale

Non ve lo descrivo tutto perchè mi dilungherei troppo, ma sappiate che ci sono diverse didascalie davanti agli edifici principali; girando liberamente per la strada principale, ma anche nei vicoli laterali, troverete case dalle facciate con decori in cotto, ex conventi, ex chiese fuori dalle mura, i resti di altre due porte di accesso, il "clocharium" (che serviva per dare l'allarme in caso di attacchi militari), decorazioni di vario genere, architravi con motti antichi ecc.

Il centro del borgo è Piazza San Giovanni, caratteristica per il pavimento in ciottoli di fiume riprogettato negli anni 90 da Giorgetto Giugiaro, famoso designer di automobili (magari non lo sapete ma moltissime delle più comuni auto che avete utilizzato in vita vostra le ha ideate lui: dalla Uno, alla Panda, alla Golf, alla Lancia Delta, fino alle più particolari Lotus Esprit e Maserati Mc12 e via lungo un elenco infinito). Ma anche chi lo conosce come designer spesso non sa che è nato in una famiglia di artisti e che lui stesso si diletta ancora oggi anche di pittura. Infatti, sempre negli anni 90, ha affrescato le pareti  interne della chiesa di San Giovanni, che si trova sempre su questa piazza, al fondo di una bella scalinata erbosa. Una curiosità della chiesa è il pavimento leggermente in salita.

La chiesa di S. Giovanni con la piazza riprogettata da Giugiaro

Sulla piazza sorge anche la casa della famiglia Giugiaro, con affreschi trompe l'oeil sulla facciata. 

Dettaglio della facciata di palazzo  Giugiaro

Una delle opere di Giorgetto Giugiaro all'interno della chiesa di S. Giovanni

Terminata la visita al borgo si può riprendere l'auto e, volendo, salire al Colle San Bernardo, dove si può raggiungere una delle ormai famose panchine giganti, con vista sul parco eolico, luogo caratteristico e non così comune da trovare in giro.

Il parco eolico al colle San Bernardo

Questa è solo una piccola parte di tutto ciò che offre il paese, che ospita anche la fabbrica dell'acqua San Bernardo e, per questo motivo, è stato frequentato in passato da Guido Gozzano, Italo Calvino, Rita Levi Montalcini, che venivano qui per "passare le acque", come si diceva all'epoca. Non è difficile infatti immaginarsi questa zona come ameno luogo di villeggiatura.

Se poi uno ha tempo e voglia può andare alla scoperta dei ruderi del castello (poco oltre il borgo medievale), del santuario di Valsorda, o girare lungo le altre frazioni, di cui ho scoperto alcune informazioni sul libro "Viaggio a Garessio", di Alberto Fiore e Guido Harari. 

Piccola nota "mangereccia". A ora di pranzo mi trovavo nel borgo medievale ma non ho trovato locali aperti (nonostante ne venissero indicati due come tali su internet, informatevi bene prima), quindi sono scesa a Borgo Ponte e ho pranzato al ristorante/pizzeria "Il farinello", il loro stracotto di vitello è ottimo. (no adv, solo esperienza personale).

Bene, concludo qui il mio già lungo sproloquio, sperando come sempre di avervi fatto venir voglia di fermarvi in paese e non solo di sfiorarlo mentre andate al mare. E se avete qualche altra chicca locale da aggiungere fatemi sapere, se mai tornerò saprò cos'altro fare. 

venerdì 25 giugno 2021

CASTELLAR E GLI SPAVENTAPASSERI

Castellar è un piccolo paese (anzi, era, dato che dal 2019 è un municipio della città di Saluzzo) molto conosciuto per il castello e gli spaventapasseri. Ma andiamo con ordine.

Il piccolo borgo, tutto raccolto attorno al castello, si trova appunto non lontano da Saluzzo, all'imbocco della Valle Bronda, sulla strada che la collega alla più conosciuta  Valle Varaita. La zona è abitata fin dall'epoca longobarda e era considerata un punto strategico per la difesa del marchesato di Saluzzo. Proprio per questo nel 1270 il marchese Tommaso I fece costruire il castello che, ovviamente, non era come lo vediamo oggi. Nel 1492 diviene dimora signorile della famiglia Saluzzo di Castellar e quindi riqualificato, con ponte levatoio, torre e merlature; dettagli che lo rendono ancora oggi uno dei castelli più belli della provincia, secondo me.

Uno scorcio del castello

Per molti anni il castello ha ospitato il Museo delle uniformi del Regio Esercito Italiano e, dalla sua chiusura, non ho più avuto notizie di riaperture e visite, non a livello turistico perlomeno, dato che è attualmente una location per eventi e matrimoni. Vi lascio il link dell'ufficio turistico di Saluzzo, casomai voleste essere aggiornati su eventuali future manifestazioni o visite. Chiaramente se ne saprò qualcosa in più ve lo farò comunicherò.

La parrocchiale

Detto ciò, la visita al borgo può senz'altro partire dal parcheggio della chiesa parrocchiale, costruita nel 1725 e dedicata all'Immacolata Concezione di Maria, spostandosi poi verso il centro. Anche se la manifestazione degli spaventapasseri, organizzata ormai da più di 20 anni nelle prime due domeniche di maggio, chiaramente in questi due anni non è stata svolta, passeggiando ne troverete molti nei giardini, nei prati, sui davanzali. Quindi, aguzzate bene la vista, perchè vi stanno guardando!

Un esempio degli spaventapasseri
del paese

In centro paese poi, troverete anche un paio di murales, sempre a tema spaventapasseri, di cui uno sul campanile vicino al comune; subito dopo incontrerete la piccola cappella dedicata a S. Rocco, costruita, come tutte, come richiesta di aiuto durante i periodi colpiti dalla peste. La strada asfaltata sale un po', poi si torna in piano con una vista stupenda sulla pianura saluzzese e sui frutteti. 

Murales

Arrivati davanti al castello si può sostare un attimo per osservarne il giardino antistante e l'architettura, e poi scendere su strada acciottolata. 

Dettaglio del castello

A un certo punto, sulla destra, troverete la scala che porta a un piccolo cimitero per animali. Chiaro che non è un'attrazione turistica, ma ve l'ho comunicato perchè tempo fa ne avevo parlato con alcune persone che si erano dette molto interessate; in effetti ce ne sono pochi in giro e magari a qualcuno può essere utile come ultima dimora per i loro animali.

Praticamente nello stesso punto ma sulla sinistra, volendo, c'è il sentiero che vi riporta al parcheggio, scendendo tra gli alberi; io però consiglio di proseguire sull'acciottolato, lo trovo più caratteristico e ci può sempre essere la scoperta di qualche spaventapasseri in più. Tenete conto che faccio questo giro a piedi quasi ogni anno e ogni volta trovo qualcosa di diverso, quindi vale sicuramente la pena una visita di tanto in tanto. 

Ritornati al parcheggio di fianco alla parrocchiale (da dove parte anche il sentiero che, a piedi o in bici, permette di raggiungere Saluzzo) consiglio di prendere l'auto e inforcare la strada a sinistra della chiesa. Dopo pochi km, sulla destra, troverete il cartello turistico (di quelli marroni, per intenderci) relativo alla Chiesa di S. Ponzio. Purtroppo non c'è parcheggio, tocca lasciare l'auto a bordo strada (ma, se vi va di camminare potete direttamente arrivarci a piedi dal centro del paese). 

La chiesa di S. Ponzio

La chiesetta è inserita in un contesto agreste, tra i frutteti. Sorgeva su un'area cimiteriale facente parte di una "grangia" dell'Abbazia di Staffarda. Inizialmente era intitolata a San Sebastiano (al quale sono dedicati alcuni affreschi all'interno); cambiò nome quando, al posto della chiesa di S. Ponzio, venne costruita l'attuale parrocchiale, in paese. Restaurata nel 1968 e poi nel 2000 (nell'ambito del progetto Mistà), è attualmente praticamente sempre chiusa, la vedrei bene inserita nel circuito delle Chiese a porte aperte, che permetterebbe al turista di visitarla autonomamente. La parte più antica della chiesa è l'abside, che risale al XIII secolo ed è stata affrescata nel 1450 da Pietro da Saluzzo. 

Il luogo è tranquillo ed è bello fermarsi un po' sulla panchina nel prato per riposarsi e rilassarsi nel silenzio, osservando in lontananza il castello e sulla collina di fronte alla chiesa il castello della Morra, privato e non visitabile ma che, anche da lontano, è affascinante.

Vi lascio il link all'associazione che si occupa dell'organizzazione della manifestazione degli spaventapasseri, così da rimanere aggiornati sugli eventi futuri.

Fatemi sapere se vi è piaciuto questo articolo e, se avete già visitato questo luogo, che cosa ne pensate.

martedì 10 settembre 2019

CRISSOLO, OSTANA, ONCINO


Sono i tre paesi che chiudono la Valle Po; questo articolo potrebbe sembrare un itinerario vero e proprio, ma in realtà non lo è perchè se è vero che tengo conto delle strade non sto dietro alle tempistiche, anche perchè ognuno di noi deciderà dove fermarsi, per quanto tempo eccetera. Quindi io vi darò alcune indicazioni, poi potrete decidere voi che cosa vedere prima o dopo, cosa aggiungere o cosa togliere.

Salendo in vallata, dopo Paesana, poco prima dei tornanti che portano a Crissolo, troverete il bivio per Oncino a sinistra e, qualche km più avanti, quello per Ostana, sulla destra.
Vicino a quest'ultimo trovate un piccolo spiazzo per parcheggiare. Fate una breve tappa perchè, anche se dalla strada principale non si vede, basta fare pochi passi verso il fiume per trovare un antico ponte molto caratteristico e poco conosciuto. In zona c'è anche una piccola area attrezzata con tavoli e panche per pic nic.

In fondo il ponte attuale e davanti quello antico.

 Sempre sulla destra trovate la strada che sale a Ostana. Il paese, molto conosciuto perchè inserito nei "Borghi più belli d'Italia", è composto da numerose frazioni.  
Voi arriverete di sicuro in centro paese, fatevi una passeggiata e poi proseguite in auto sulla strada che continua a salire, fino alla frazione S. Antonio. E' molto caratteristica, ben restaurata e con scorci interessanti.



La chiesa della frazione Sant'Antonio

Un progetto molto interessante che riguarda Ostana lo trovate su questo sito. Si chiama "Ostana a libro aperto": su molti edifici troverete infatti dei codici Qr che, inquadrati con lo smartphone, vi porteranno alla sua descrizione. Questo è molto utile, dato che spesso la cartellonistica "fisica" sbiadisce col sole o, col tempo, resta comunque illeggibile. Inoltre, sul sito potrete leggere, anche comodamente da casa, tutte le informazioni sulle varie frazioni, la storia del borgo e scoprire tantissime cose interessanti per organizzare la vostra visita a Ostana.


Un esempio di codice Qr su cui "investigare"

Tornando indietro potete anche non scendere dalla strada che avete fatto a salire ma, sulla destra, seguire le indicazioni per la frazione Ciampagna. Piccolina, presenta un pilone, la classica chiesa col portico e un bel panorama sul santuario di S. Chiaffredo di Crissolo.

Frazione Ciampagna

 Oltre questa piccola borgata la strada continua, all'ombra in mezzo al bosco (quindi al fresco, se salirete in estate ma suppongo che i colori autunnali la renderanno comunque fantastica), e arriverete a Crissolo, in frazione Borgo. Pensate che io abito in Valle Po da sempre e non ci ero mai perchè, salendo dalla strada principale uno arriva subito in centro a Crissolo e magari non pensa che invece ci sono anche altre borgate molto belle.


La frazione Borgo è la più antica di Crissolo, lo noterete dalle case, antiche ma molto ben ristrutturate, dagli stretti vicoli sali-scendi, dagli affreschi dipinti su varie abitazioni. A questo proposito, nel centro della frazione, vicino alla chiesa, troverete una piantina con indicati i vari dipinti, così poi potrete partire alla loro scoperta.


Uno degli affreschi di frazione Borgo di Crissolo

Uscendo dalla frazione arriverete all'incrocio che, a destra, vi farà salire verso Pian della Regina e, scendendo invece, potrete fare un'ulteriore tappa in frazione Serre. Il parcheggio è vicino al cimitero, dove troverete anche un piccolo giardinetto con il monumento ai caduti composto da un Monviso costruito con materiali di recupero, quasi un'opera d'arte contemporanea.


La frazione è piccina ma presenta alcune meridiane, antiche case sempre ovviamente in stile alpino e una bella chiesetta.

Non mi soffermo su altri luoghi in Crissolo in quanto ormai sono conosciutissimi, il santuario di S. Chiaffredo, il centro vero e proprio del comune, Pian della Regina e Pian del Re eccetera.

Vi voglio ancora portare, invece, a Oncino. Il piccolo paese, nella valle del Lenta (dal nome del primo affluente del Po), è anch'esso costituito da alcune frazioni. Parcheggiate in centro e poi io vi consiglio, in una bella giornata, di andare alla panchina gigante. Ormai sono ovunque, ma il loro scopo è anche di far scoprire luoghi poco conosciuti. Il sentiero per arrivarci passa in centro del paese, tenendo la destra, in mezzo alle case, e si arriva alla panchina in circa mezzoretta.

Case affrescate che incontrerete in centro a Oncino

 La stradina è un po' in salita e, a un certo punto, se vi girate indietro, vedrete in fondo il campanile della chiesetta e lo scorcio molto panoramico sulle montagne circostanti.



Proseguendo ancora la strada diventa sterrata, avrete il bosco sulla sinistra e il panorama verso Ostana sulla destra. Se ci siete già stati fermatevi un attimo e provate a riconoscere le borgate già visitate di Ostana, ma vedrete molto di più, perchè la vista è molto ampia.

Arrivati alla panchina gigante avrete quindi: panorama su Ostana e sulla bassa vallata, panorama sul Monviso (dietro la panchina) e pure i ruderi di un'antica chiesetta. Altro luogo che, altrimenti, probabilmente sarebbe stato dimenticato. 




Questo era il percorso dell'antica via del sale (e infatti il sentiero poi continua a piedi verso Crissolo, per chi fosse interessato),  la chiesetta di San Giacomo esisteva già nel 1600. Ai primi del Novecento vi si svolgeva ancora la festa religiosa, con tanto di ballo a palchetto, che richiamava fedeli anche dai paesi vicini. La zona è poi stata colpita dalle cannonate durante la seconda guerra mondiale e infatti, sulle pareti della chiesa esposte a valle, vedrete ancora i segni. Tutta la storia è comunque molto ben raccontata sul pannello informativo.

I ruderi della chiesetta e il Monviso e spunta tra gli alberi

A Oncino dev'essere molto interessante anche il santuario del Bel Faggio ma, siccome non ci sono ancora stata, ve lo nomino soltanto e magari ne parlerò in futuro.


Bene, spero di avervi dato spunti originali riguardo all'Alta Valle Po. Fatemi sapere se avete trovato qualcosa di vostro interesse o se avete anche voi scoperto qualcosa di nuovo.